VI Edizione – le motivazioni degli autori

 

La lettera-motivazione di Raffaele Tripodi “Tuxedo”

“Buon pomeriggio a tutte e a tutti,
sono Raffaele Tripodi e sono felice di essere idealmente con voi. Pur non essendo fisicamente presente per i miei problemi motori, sento una forte emozione nell’essere giudice di questo concorso di scrittura creativa. A questo proposito voglio ringraziare subito le organizzatrici del concorso e tutte le persone che hanno scelto Tuxedo come testo per La pagina che non c’era; per uno scrittore esordiente come me questo rappresenta una grande opportunità per farsi conoscere dai ragazzi. Un grazie anche a Carlo Ziviello e alla casa editrice Ad est dell’equatore, senza cui Tuxedo non sarebbe quello che è.

Quando ho sentito per la prima volta l’idea alla base de La pagina che non c’era, l’ho trovata geniale. In un mondo in cui consumo e divertimento sono eletti a valori fondanti dell’esistenza, portare la lettura e la scrittura sul piano del gioco è una scelta vincente. Per altro, io stesso mi sono divertito molto a scoprire le pagine dei cinque finalisti. Poi è arrivato il peso della scelta. Lo ammetto: decidere il vincitore non è stato semplice.
Leggendo e rileggendo le pagine ho ritrovato molti degli elementi presenti in Tuxedo. Mi complimento con tutti e cinque finalisti per la buona riproduzione del mio modo di scrivere e per le immagini che i loro scritti mi hanno fatto visualizzare. Voglio menzionare tra di loro l’elaborato 109, di Alessio D’Anna, perfetto dal punto di vista della tecnica e della capacità mimetica. Alla fine però ho scelto la pagina che a mio parere ha aggiunto una nota di delicatezza a uno dei personaggi senza stravolgere suo modo di essere. La vincitrice è dunque Giulia De Simone. Congratulazioni!”

 

La motivazione di Fabio Geda “Nel mare ci sono i coccodrilli”

Motivazione elaborato 111 Simone Florio,  primo classificato:

Per la capacità di entrare in sintonia con il senso di nostalgia profonda che senza dubbio pervadeva Enaiatollah in quel momento della storia – nostalgia di casa, delle persone che aveva incontrato dopo l’abbandono da parte della madre, nostalgia dei frammenti di pace e serenità che comunque avevano segnato il viaggio, anche nei momenti più difficili, come certe pause dal lavoro nel samavat di kaka Rahim o certi momenti di gioia infantile condivisi con gli amici del Liaqat Bazar. Meritevole è anche la struttura del testo, costruita sulla ripetizione del sogno, con il vento a fare da sipario tra una scena e l’altra. e ovviamente un plauso anche alla quantità di informazioni diffuse nelle due pagine, che dimostrano una conoscenza approfondita della storia.

Menzione elaborato 36 Claudia Giovenco:

Il miracolo della letteratura è l’empatia, la capacità di vestire i panni degli altri, di uscire dalla propria vita per abitare quella di qualcun altro. Per questo motivo il testo del giovane scrittore merita una menzione: per la profonda empatia che ha dimostrato con Enaiat nel momento in cui lo immagina sdraiato nella penombra del samavat Qgazi a sognare il proprio futuro, che emerge in contrasto con la consapevolezza della difficoltà e della fragilità della sua situazione. Anche i sogni, purtroppo, sono oggetto di discriminazione, sulla Terra. Ci sono ragazzi cui è permesso sognare il futuro, e ragazzi condannati a vivere in un eterno, instabile presente.

Menzione elaborato 41 Guglielmina Faneli:

La pagina dimostra quanto il giovane scrittore sia entrato in sintonia con il racconto, sia dal punto di vista emotivo, sia dal punto di vista linguistico. La descrizione dei luoghi e delle condizioni atmosferiche è accurata e trattata con linguaggio poetico, e l’accento posto sul concetto di speranza mi fa dire che la luce che si emerge dalle parole di Enaiat sia stata percepita, e raccolta. E la speranza, in un racconto come questo, è la cosa più preziosa che ci sia.

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